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I try to teach my students first of all, a path of inner reflection that translates into understanding oneself and one’s personal choices: the development of this educational process begins in these years; and since architecture is an art form, the process should continue for a lifetime.

This is therefore a particularly critical and delicate phase for those who dedicate themselves to architecture, whether it be intended directly in the sense of designing, or in the broader sense of understanding all of the cultural and practical activities that are more or less involved in architecture and that constitute on different levels the various aspects of working as an architect, beginning with the classical studies.

The benefit of learning an appropriate language, a correct method of observing architecture is evident, whichever way one develops his own personality, whatever may be the contribution the teaching offers and whatever experience may be acquired in any professional practice.

For this reason it is necessary to determine a precise mental position, to ensure the formation of a general belief that corresponds to the activity of architecture and its final objectives. Each student will have his own path, his own particular way to be and to work according to his own capabilities, and each student, along his personal path will bring with lesser or greater degree the capacity of his own instinct and the strength of his own sense of ethics, which must belong to the practice of architecture, as much as to any human action in general.

For an architect, to design means to try to discover within the changing events of our society new facts that aren’t yet clear, trying to express them through a significant form. The work of an architect is a contribution, conscious or not, towards renewal of the meaning of things.

 

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Agli studenti cerco di indicare anzitutto un percorso di riflessione che si traduca in consapevolezza di sé e delle proprie scelte: lo svolgimento del processo formativo ha inizio in questi anni e, secondo una concezione dell’architettura come arte, dovrebbe proseguire per tutta la vita che vi si può dedicare.

Questa è dunque una fase di particolare importanza e delicatezza per chi si dedica all’architettura, sia essa intesa nel senso più diretto di progettare, sia nel senso più ampio di comprendere tutte le attività culturali e pratiche che all’architettura fanno più o meno riferimento e che costituiscono, su piani diversi, i vari aspetti dell’operare dell’architetto, a cominciare dagli studi storici.

L’utilità di abituarsi a un linguaggio appropriato, a un metodo corretto nel guardare all’architettura moderna è evidente qualunque sia lo sviluppo di ciascuna personalità, qualunque sia il contributo che l’insegnamento offre e qualunque sia l’esperienza che ad ognuno sarà offerta dalla pratica professionale.

Appunto per questo occorre stabilire una posizione mentale precisa, per garantire la formazione di un pensiero generale corrispondente all’attività architettonica e alle finalità che ci si propone. Ciascuno avrà la propria strada, il proprio particolare modo di essere e di operare secondo le proprie possibilità e ciascuno, nel proprio percorso, porterà in minore o maggiore grado la capacità del proprio istinto e la forza del proprio senso etico, che deve appartenere all’attività dell’architettura come all’operare umano in genere.

Per un architetto progettare vuol dire cercare di scoprire negli avvenimenti che mutano fatti nuovi non ancora chiariti, tentando di esprimerli attraverso la proposta di una forma significante.

Il lavoro di un architetto è un contributo, consapevole o meno, al rinnovarsi del significato delle cose.